Le vertigini


 Tra le
più frequenti cause di consultazione, i capogiri costituiscono un sintomo
abbastanza comune e fastidioso ed il paziente presenta la problematica
definendola svariatamente: sensazione di svenimento, testa leggera, vibrazione,
senso di ottundimento, sbandamento, visione turbata, impressione di camminare
sull’ovatta, cefalea, la stanza che gira, vertigine.
Le Vertigini costituiscono un fenomeno di alterazione dei rapporti tra il proprio
schema corporeo e l’ambiente circostante, un disturbo soggettivo della
sensibilità spaziale con associata sensazione di rotazione che può oggettivarsi
attraverso la perdita della stabilità e dell’equilibrio.
 Le cause di questa
sintomatologia possono essere molteplici, così come varie sono le modalità e l’
intensità del manifestarsi delle crisi.
 Nonostante spesso l’origine dei
sintomi, per quanto invalidanti, non sia di preoccupante gravità, i fattori
scatenanti possono essere di varia natura:
  1. –        
    neurologica : prevalentemente patologie interessanti il nervo
    acustico-vestibolare o il cervelletto, ma altresì patologie neurologiche quali
    morbo di Parkinson, sclerosi multipla, tumori, mielopatie, encefaliti,
    infezioni, polineuropatie, sincopi, lipotimie, emicrania, epilessia…
  2. –        
    cardio-vascolare : disfunzioni della pressione arteriosa, ipo- o iper-tensione;
    disfunzioni del ritmo cardiaco; ischemia cerebrale transitoria (insufficienza
    del flusso sanguigno nel distretto cerebrale relativo); anemia; ostruzioni dei
    principali vasi sanguigni che raggiungono il sistema nervoso centrale
    (principalmente arterie vertebrali e carotidi)
  3. –        
    respiratoria : iperventilazione (aumento della frequenza e della profondità
    degli atti respiratori)
  4. –        
    visiva : disturbi della vista e della motricità dei muscoli oculari
  5. –        
    metabolica : ad esempio intossicazioni causate dalla tiroide (per liberazione
    eccessiva dei suoi ormoni); ipo- o iper-glicemia (diminuzione o aumento del
    glucosio nel sangue,diabete); uremia (accumulo nel sangue di prodotti azotati da
    disfunzioni renali) ; epatopatie (disfunzioni del fegato) ; disidratazione;
    alcuni squilibri minerali (sodio, potassio,..)
  6. –        
    vestibolare/posizionale : disfunzione labirintica, labirintite (processo
    infiammatorio a carico dell’orecchio interno); malattia di Meniere; nevrite
    vestibolare
  7. –        
    traumatica : principalmente traumi cranici e traumi a carico della colonna
    vertebrale cervicale (contusioni, colpo di frusta,…)
  8. –        
    muscolo-scheletrica : contratture muscolari e disfunzioni articolari
    all’origine di vizi posturali errati (o provenienti dagli stessi) che nel tempo
    abbattono il naturale adattamento difensivo del corpo umano che manifesta tale
    cedimento con la vertigine e non solo (cervicalgia, mal di testa, nausea, …)
  9. –        
    iatrogena : effetti collaterali conseguenti da un trattamento terapeutico
    medicamentoso (ad esempio somministrazione di farmaci)
  10. –        
    abuso di sostanze tossiche (o alcuni tipi di intossicazione), anche in questo
    caso in presenza di sintomi associati (attenzione per esempio alla caldaia a
    gas quando mal funzionante,per le impercettibili perdite di monossido di
    carbonio

 

 Proprio a
causa della molteplicità delle cause sospettate di indurre tale sintomatologia
(una non esclude l’altra) e molto importante che l’interlocutorio tra curante e
paziente venga svolto con attenzione, in quanto i sintomi che ne risultano sono
indispensabili all’orientamento  verso l’origine del problema; di analoga
importanza è l’esame fisico che ne consegue non solo per individuare la causa
ed escludere altre implicazioni,  ma anche per valutare se e quali
determinati movimenti o posizioni possono scatenare la crisi vertiginosa con o
senza sintomi associati (cefalea, nausea, vomito, movimenti oscillatori
involontari dei bulbi oculari, sdoppiamento o appannamento della vista, perdita
dell’equilibrio, acufeni, sordità, disturbi della marcia, ecc.).
 Il sospetto o la
mancata individuazione della causa richiedono la collaborazione tra specialisti
(principalmente neurologo, otorinolaringoiatra, cardiologo, oculista) nonché il
controllo dei parametri biologici (esami del sangue) e l’eventuale svolgimento
di esami complementari (elettrocardiogramma, radiografie, risonanze magnetiche,
ecocardiogramma, ecodoppler dei vasi epiaortici, Holter).
 Molto utile si è
rivelato l’ esame stabilometrico  ( www.craniosacro.it)
L’Osteopatia riveste un ruolo di rilevante importanza nel trattamento e nella
risoluzione delle sindromi vertiginose di competenza.
 Spesso il paziente decide
di avvalersi della consultazione dell’ Osteopata quando le indagini
diagnostiche di altri specialisti hanno dato fortunatamente esito negativo.
 Evidentemente il ruolo dell’ Osteopata è quello di accertarsi della natura del
sintomo in questione e, laddove ritenga  essere di pertinenza e dopo avere valutato gli esiti delle indagini diagnostiche opportune, agire in modo
da individuare la causa del sintomo, indagare l’eventuale presenza di altre
disfunzioni correlate o meno al sintomo,  intervenire direttamente con il
trattamento adeguato ed educare il paziente ad uno stile di vita che scongiuri
le recidive oltre che migliorare il suo stato di salute.
  
Prof.  Franco Maiuri
Osteopata
D.O.
Membro
del Registro Osteopati d’Italia (R.O.I.)
Direttore
Scuola Operatori Craniosacrale  di Milano
( www.craniosacro.it )

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