Nimesulide ancora in vendita…
ecco
perché
A cura :

Prof. Franco
Maiuri Osteopata D.O.m.R.O.I.

Direttore
Scuola Operatori Craniosacrale Milano

www.craniosacro.it
 
In
diversi Paesi i farmaci a base di Nimesulide,
sono stati ritirati già da diverso tempo: il loro uso può causare problemi al
fegato. In Italia, invece, sono ancora disponibili.
 Come mai?
Secondo
l’Agenzia Europea del Farmaco i benefici sono superiori ai rischi. La
nimesulide resta in commercio, ma con condizioni e limitazioni d’usoprecise.
I primi
Paesi a ritirare dal mercato i medicinali contenenti nimesulide (per l’Italia
il farmaco di marca più noto è l’Aulin, ma sono disponibili anche i
generici-equivalenti) erano stati, nel 2002, Spagna e Finlandia, seguite nel
2007 dall’Irlanda.
La
decisione era stata presa dopo diverse segnalazioni di casi di tossicità al
fegato. In altri Paesi, come ad esempio il Regno unito, questi medicinali non
sono mai stati commercializzati.
Allora
come mai in Italia
continuano a essere venduti? Ce lo chiedono in molti: in rete circolano diverse
informazioni, non sempre vere, al riguardo.
I benefici superano i rischi: la nimesulide resta
in commercio
Nel corso
di diversi anni, dal 2002 al 2011, l’Agenzia europea del farmaco (Ema), ha più volte
avviato una procedura di raccolta e analisi dei dati disponibili sulla
nimesulide per decidere se ritirare oppure lasciare in commercio i farmaci nei
Paesi europei in cui sono ancora venduti. In seguito ai processi di revisione (l’ultimo
voluto dalla Commissione europea nel 2010), l’Agenzia ha concluso che i
benefici che i farmaci apportano superano i rischi: la nimesulide perciò resta
in commercio, anche se dev’essere considerata un antidolorifico di seconda
scelta.
Tempi
e modalità d’uso raccomandati
Gli
effetti collaterali sul fegato, però, sono stati confermati. Per questo, per
ridurre al minimo il rischio nei pazienti, l’Agenzia europea del farmaco
raccomanda tempi e modalità precisi per l’assunzione di nimesulide.
· Non deve
essere usata da pazienti con problemi al fegato.
· È ind icata
solo per il trattamento del dolore acuto (mentre prima veniva usata anche in
casi di dolore cronico) e dei dolori mestruali.
· Deve
essere utilizzata solo per brevi periodi, al massimo 15 giorni.
· La dose
massima giornaliera è di 200 mg (pari a due bustine o due compresse).
Come
si acquista in Italia
L’Aifa,
Agenzia italiana del farmaco, si è adeguata alla decisione dell’Ema lasciando
la nimesulide in commercio. Ma, nel 2007, ha deciso di modificare il regime di
fornitura di farmaci a base di nimesulide. Dalla ricetta ripetibile si è
passati a alla ricetta non ripetibile: oggi, per ogni nuova confezione
acquistata, dev’essere presentata una nuova ricetta, che viene trattenuta dal farmacista
all’atto della consegna del farmaco. Questa decisione è stata presa per
limitare gli usi inappropriati dei farmaci a base di nimesulide, che nel nostro
Paese, soprattutto in passato, sono stati molto frequenti.

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