LATTE MATERNO…
INSOSTITUIBILE!

OMS: i latti di proseguimento e di crescita non sono necessari e non sono idonei a sostituire il latte materno 

 

Viviamo in una società davvero malata. Siamo arrivati al punto che preferiamo nutrire i nostri bambini con latti diversi da quello materno. 
I motivi per cui lo facciamo sono tanti ma possono essere ricondotti a
uno solo: una campagna di marketing massiccia e subdola dei prodotti
alimentari della prima infanzia. Complici più o meno consapevoli di
questo “complotto” risultano essere i pediatri, gli ospedali e tutte
quelle figure mediche che hanno a che fare con la prima infanzia e che
consigliano i latti di proseguimento e di crescita. Se poi aggiungiamo a
questo anche il fatto che la nostra società non fa molto per
promuovere, sostenere ed incoraggiare l’allattamento al seno il gioco è
fatto!

E così, l’allattamento materno talvolta non viene nemmeno iniziato.
Spesso viene interrotto prima dei tre mesi di vita del neonato, quasi
sempre concluso dopo i sei. Per far spazio a latti che la stessa OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), con un comunicato del 17 luglio 2013, dichiara essere non necessari e inadatti a sostituire il prezioso latte materno.

Secondo l’IBFAN (Baby Food Action Network) Italia, un’associazione che si occupa di tutelare l’allattamento e l’alimentazione infantile,
i genitori devono ricevere solo informazioni obiettive riguardo la
nutrizione dei propri figli e non legate ad interessi economici.
L’associazione spera che in seguito a questo comunicato dell’OMS i
governi si attivino per controllare il marketing degli alimenti per la
prima infanzia.

Queste le parole di Patti Rundall, co-presidente di IBFAN: “il
marketing dei latti di proseguimento e di crescita ha fatto moltissimi
danni alla salute e alla sopravvivenza dei neonati e dei bambini piccoli
– in tutte le parti del mondo le aziende produttrici hanno utilizzato
ogni mezzo per promuovere questi latti costosi come essenziali per la
salute, utilizzando affermazioni di salute, idealizzazioni, doni, omaggi
e pubblicità”.




I latti di proseguimento sono stati inventati dall’industria alimentare solo ed esclusivamente per scopi economici!
Questo ciò che l’Oms afferma:
“Alcuni studi suggeriscono in modo convincente una diretta
correlazione tra le strategie di marketing per i latti di proseguimento e
di crescita e la percezione e il conseguente uso di questi prodotti
come sostituti del latte materno. In molti casi, la confezione, il
marchio e l’etichettatura dei latti di proseguimento e di crescita sono
molto simili a quelli del latte per lattanti. Questo genera confusione
circa la destinazione d’uso dei prodotti, cioè la percezione che siano
sostituti del latte materno”.

“Anche se i latti di proseguimento e di crescita non sono
necessari, e risultano non idonei quando usati come sostituti del latte
materno, sono commercializzati in un modo che può generare confusione e
avere un impatto negativo sull’allattamento al seno […] tipo di
confezione, marchio ed etichettatura, possono indurre le madri a usare
questi prodotti nei primi sei mesi e/o a sospendere l’allattamento al
seno dopo questo periodo”.

Ma l’allattamento al seno per quanto tempo deve durare?
Questa la risposta dell’OMS:  “Come raccomandazione sanitaria
generale, per avere le migliori possibilità di crescere e svilupparsi in
maniera regolare, nei primi sei mesi di vita i neonati dovrebbero
essere nutriti esclusivamente con latte materno In seguito, per
soddisfare il crescente fabbisogno nutrizionale, la dieta va integrata
con cibi complementari idonei e sicuri, proseguendo l’allattamento fino
all’età di due anni o oltre”.

[Fonte: www.ibfanitalia.org]

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