La paura ha i piedi nudi


MASSIMO GRAMELLINI

Assetato
di gesti di cuore, il mondo della Rete si era commosso per il video
girato a Times Square da una turista: si vedeva un poliziotto
newyorchese infilare degli stivali nuovi ai piedi nudi di un barbone.
Della vicenda, natalizia assai, mi avevano colpito due particolari: il
cognome del poliziotto buono, Deprimo (la carità come antidoto alla
depressione?), e il motivo per cui la turista aveva ripreso la scena: le
era tornato alla mente un episodio dell’infanzia, quando il padre –
poliziotto anche lui – aveva compiuto un gesto analogo nei confronti di
un barbone. La prova che ciò che rimarrà di noi in chi abbiamo amato non
saranno le parole ma i gesti. 


Poi
qualcuno ha sporcato la favola. Il barbone. Quando un giornalista del
New York Times è andato a intervistarlo, lo ha trovato al solito posto,
coi piedi nudi e intirizziti dal freddo. «E gli stivali che ti ha
regalato il poliziotto?», ha chiesto. «Li ho nascosti», ha risposto
l’uomo. «Valgono un sacco di soldi, potrei rischiare la vita». Sembrano i
ragionamenti di uno spostato e in effetti lo sono. Ma come assomigliano
ai miei. Il terrore che gli rubassero gli stivali, ha indotto il
barbone a restare a piedi nudi, cioè nella condizione in cui si sarebbe
trovato se glieli avessero rubati davvero. Quante volte succede anche a
me di rinunciare a qualcosa per paura di perderla. Di respingere ciò che
potrebbe scaldarmi, nel timore che il calore sia una condizione
momentanea e che, dopo averla provata e smarrita, il freddo mi si
rivelerà ancora più pungente. Il barbone ha ucciso un atto d’amore con
uno di paura. Cercherò di ricordarmene la prossima volta che la vita mi
darà un paio di stivali. 

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