Buona
notizia… cattiva notizia.

Ogni
momento della nostra vita è un continuo relazionarsi con due realtà:
ciò che vorremmo sentirci dire e ciò che non vorremmo sentirci
dire.

Quando ci domandano “Allora,
che mi racconti?”,
spesso
rispondiamo con:
                                                          “Come
vuoi che vada…”.

Non
potremmo rispondere peggio, infatti è una frase mantrica che,
ripetuta più volte al giorno per trecentosessantacinque giorni
all’anno per qualche anno, perchè così accade, diventa in
definitiva il nostro stendardo di battaglia, una battaglia persa in
partenza!
Analizziamo la frase: come
vuoi che vada.

Significa
che ci siamo già arresi agli eventi della vita indipendentemente da
come vadano e da come si presentano a noi.
Altro punto da notare è
che “comunque” le cose devono andare così, cioè è il
destino, il fato, un dio dispettoso e punitivo che decidono il
“comunque” … errato!!!
E se anche così fosse, la
nostra volontà, sorretta da un pensiero positivo e propositivo,
cambierebbe in men che non si dica, perchè non può sempre piovere,
è una legge universale e, ai tuoi dei, se ne hai, piace vedere che
le proprie creazioni sono intelligenti e reattive, non semplici
burattini in balia dei capricci del Pantheon (o di qualsiasi altro essere divino dispettoso).
Oggi,
se riceverai un buona notizia, sii felice e goditela, se ricevi una
cattiva notizia, sii felice e agisci.

Ciao
guerrieri!!!
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